Alice Buzzella apre in biblioteca la stagione degli incontri con l'autore
24 luglio 2026
È la classica serata in cui, prima ancora di cominciare, si ride già insieme: il microfono è letteralmente introvabile — e chi apre la presentazione si scusa scherzando di essere l'unico, tra tre persone puntualissime, ad aver fatto tardi. Il mistero del microfono accompagnerà tutta la serata, e verrà risolto solo alla fine, quando ricomparirà misteriosamente proprio mentre i saluti si concludono. È così che ieri sera è partita in biblioteca la nuova stagione degli "incontri con l'autore", che ci accompagnerà con altri cinque appuntamenti fino al 25 agosto.
Ad aprire la rassegna è tornata un'ospite ormai di casa: Alice Buzzella, scrittrice aprichese, accolta da un pubblico numeroso e affezionato — tra chi torna ogni anno e chi si affaccia per la prima volta a questi incontri. Non una semplice tappa del suo tour di presentazioni, dunque, ma un vero e proprio ritorno a casa, in mezzo a chi la conosce da sempre. A dialogare con lei, come da tradizione, Elena Murada, che l'ha guidata in un percorso in due tempi: prima la persona, poi il suo terzo romanzo, La cura per me (Pav Edizioni).
Un anno di traguardi, raccontato con semplicità
Buzzella, biologa laureata con lode e oggi insegnante alle scuole secondarie, ha ripercorso con il pubblico un anno particolarmente intenso: la seconda partecipazione al Salone del Libro di Torino, vissuta questa volta in modo del tutto diverso dalla prima — con lettori che raggiungevano il suo stand apposta per conoscerla — e l'esperienza, per lei nuova, di presentare a sua volta un autore che stima molto, Franco Faggiani, definito senza esitazioni "un dieci e lode". Ha raccontato anche il percorso di formazione come editor, che l'ha portata a vincere una call for ideas di Land Editore con un racconto ispirato a Pocahontas e ambientato, con un legame speciale al territorio, nella riserva naturale di Pian di Gembro: uscirà in autunno.
Un passaggio applaudito dalla sala è stato quello sulla scelta, nel 2021, di lasciare un contratto a tempo indeterminato per dedicarsi all'insegnamento: una decisione maturata nel periodo del Covid, quando — ha detto — "se non lo faccio ora, non lo faccio mai più". Una scelta di cuore più che di convenienza.
Alice ci parla di Pavia e del legame profondo che continua a raccontare di sentire per quella città, oggi ambientazione ricorrente dei suoi romanzi. Vi è ambientata anche La cura per me, così come lo era stato L'estate più bella della mia vita, il romanzo d'esordio. Elena Murada ha guidato il pubblico anche in un piccolo excursus sui titoli precedenti di Alice — da L'estate più bella della mia vita a Tè alla viola e segreti in soffitta, presentato proprio in biblioteca l'anno scorso — ricordando come, libro dopo libro, la scrittura di Alice sia rimasta fedele agli stessi temi di fondo: l'amore, l'amicizia e la capacità delle persone di prendersi cura le une delle altre.
La cura per me: la storia in breve
Il romanzo racconta di Claudia Piras, insegnante ospedaliera nel reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, del legame che la unisce ai suoi giovani allievi e a Rosa, la sua ex insegnante ospedaliera, e dell'incontro con il primario Luca Martini. Un libro — ha tenuto a precisare l'autrice — che non vuole parlare di malattia, ma di vita, amore e amicizia, con gli abbracci come protagonisti silenziosi delle pagine.
Un momento toccante
Al di là della trama, è stato un intervento spontaneo dal pubblico a rendere la serata davvero memorabile. Per una singolare coincidenza, tra il pubblico era presente un'insegnante ospedaliera, che ha preso la parola portando la propria testimonianza diretta da un reparto dedicato alla cura dei disturbi alimentari — un contesto diverso da quello raccontato nel romanzo, ma altrettanto delicato. Con parole semplici e dirette ha raccontato quanto lavoro emotivo richieda questo mestiere e quanto poco supporto venga offerto, in Italia, a chi lo svolge ogni giorno. Un momento di silenzio e ascolto condiviso, seguito da un applauso sentito per lei e per il suo lavoro.
A chiudere la serata, come sempre, tanti "grazie" reciproci — all'autrice, alla presentatrice, alla biblioteca che ospita questi incontri ormai da diversi anni — e la promessa di ritrovarsi presto.